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Cicca
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La mwcacicca è ciò che resta di una mwcqsigaretta o di un mwcgsigaro dopo il suo uso. È detta anche mwcwmozzicone di sigaretta/mwdadi sigaro o, con accezione assoluta, semplicemente mwdqmozziconecite-ref-cicca-1-0[1]. Nella stessa accezione assoluta, in mwegcontesti linguistici meridionali, si usa anche il termine mwewmozzonecite-ref-2[2].

Con il termine cicca si usa indicare anche il mozzicone spento di sigaro che alcuni usano mwgqmasticare, un'azione, questa, che in italiano è denominata mwggciccarecite-ref-cicca-1-1[1]cite-ref-ciccare-3-0[3].

A dispetto della loro apparenza inoffensiva, le cicche sono causa di rilevanti problemi ecologici, sia nel campo della mwjagestione dei rifiuti sia nel campo della gestione forestale. Tali problemi sono particolarmente legati all'abitudine diffusa di disperderle nell'mwjqambiente, sia mwjgnaturale che urbanizzato, un gesto apparentemente innocuo che implica, invece, pesanti ricadute ambientali, giungendo, in alcuni casi, a integrare pesanti profili di mwjwresponsabilità penale. Oltre agli aspetti ecologici, la disseminazione e l'ubiquità delle cicche negli spazi pubblici può essere anche percepita come uno dei più sgradevoli sintomi di mwkadegrado del tessuto ambientale e del decoro urbano, in misura inferiore solo all'abbandono di mwkqfeci per le stradecite-ref-a-atzori-et-al-4-0[4].

Assumono un certo rilievo, inoltre, aspetti relativi all'mwlwigiene e alla mwmasanità, legati al rischio di mwmqintossicazione per mwmgingestione, particolarmente in soggetti di mwmwetà infantile, anche se, in questo caso, il rischio appare più intrinsecamente legato a questioni di sicurezza domestica, piuttosto che alla disseminazione di cicche negli spazi pubblici frequentati dai bambini.

Contents

Note

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Etimologia

Il sostantivo mwpgcicca e il verbo mwpwciccare mwqaderivano etimologicamente dai vocaboli mwqqfrancese mwqgchique e mwqwchiquer: si tratta, rispettivamente, di un sostantivo e di un verbo che condividono un'identica mwraradice alla cui origine vi è un'mwrqonomatopea che richiama il rumore della mwrgmasticazionecite-ref-cicca-1-2[1]cite-ref-ciccare-3-1[3].

Status giuridico

Dal punto del mwuqdiritto privato, nei mwugsistemi romanistici, i mozziconi rientrano nella categoria delle mwuwmwvares derelictae, ovvero delle mwvqcose mobili che, versando in mwvgstato di abbandono, non sono considerate mwvwproprietà di alcuno. Non appartengono invece alla categoria delle mwwamwwqres nullius, dal momento che prima del loro abbandono erano di proprietà di qualcuno. In quanto proprietà di nessuno, le cicche possono essere mwwgoggetto di acquisto della proprietà mediante mwwwoccupazionecite-ref-5[5].

Dal punto di vista della mwyqgestione e del mwygdiritto ambientale, le cicche sono da considerarsi un mwywrifiutocite-ref-6[6], che rappresentano, da un punto di vista puramente numerico, la frazione più numerosa della spazzatura prodotta annualmente nel mondocite-ref-aect-205-7-0[7] Dal punto di vista della sicurezza ambientale, anche quando smaltito in maniera adeguata, il mozzicone è da considerarsi un rifiuto pericolosocite-ref-ijersph-1695-8-0[8]. A differenza di altri materiali congeneri, le cicche non rivestono alcun interesse economico, per via delle piccole dimensioni e dello scarso valore dei materiali di cui sono composte, salvo in passato, quando, in alcuni ambienti sociali, poteva registrarsi un interesse alla loro raccoltacite-ref-ciccaiolo-9-0[9].

Composizione e aspetto

Il tipo di mozzicone, il suo stato e il suo odore, dipendono dalle caratteristiche del prodotto (mwegtabacco e confezionamento) oltre che dall'uso a cui è stato sottoposto (aspirazione del fumo o consunzione spontanea; intensità dell'aspirazione; condizioni di fine uso):

• Sigaretta con mwfqfiltro: la cicca misura meno di un terzo della lunghezza della sigaretta e si compone del filtro (un cilindro di fibra sintetica – mwfgacetato di cellulosa – rivestito in carta colorata), alcuni avanzi di tabacco e brandelli della mwfwcartina che lo avvolge, parzialmente consumati e mwgacarbonizzati, insieme a resti di mwgqcenere. A volte, il filtro è leggermente bruciacchiato. Dopo il consumo, gli elementi costitutivi della cicca (filtro, carta, tabacco) rimangono impregnati delle sostanze che sono destinati a filtrare e trattenere, in maniera più o meno satura a seconda dell'intensità con la quale la sigaretta è stata fumata.
• Sigaretta senza filtro: la cicca si compone di sola carta, tabacco e cenere. Mancando il filtro fibroso, è generalmente più corta. L'uso di un mwgwbocchino può permettere il consumo totale del tabacco, in modo da non lasciare alcun mozzicone residuo.

• Fabbricazione industriale: la cicca è di forma mwhgcilindrica.
• Fabbricazione personale: la cicca ha una forma più irregolare, vagamente cilindrica, rastremata verso la parte che viene a contatto delle mwialabbra.

La forma finale assunta dalla cicca conserva informazioni anche sul modo in cui essa si è prodotta, se a seguito di uno spegnimento intenzionale (come avviene nella maggior parte dei casi) o se per effetto di una consumazione e spegnimento spontanei. La sua forma può indicare la modalità di spegnimento intenzionale: fortemente curvata se ha subito uno schiacciamento con le dita attraverso una pressione esercitata all'estremità, o appiattita nel senso della lunghezza se è stata pestata con un piede. Alcune cicche possono conservare quantità più rilevanti di tabacco a causa dell'interruzione precoce dell'aspirazione.

Sociologia

La cicca del sigaro, o anche di una sigaretta arrotolata a mano, viene talvolta trattenuta in bocca anche dopo che si è spenta per essere ciancicata tra le labbracite-ref-cicca-1-3[1]cite-ref-ciccare-3-2[3].

Mestieri legati alla raccolta delle cicche

In passato, il poco tabacco residuo poteva destare perfino un certo interesse economico, tanto che vi erano persone dedite abitualmente a raccattare le cicche abbandonate, nei luoghi più frequentati o dove si realizzavano accumuli. L'interesse poteva essere diretto, il poter fumare la parte residua della sigaretta o del sigaro, oppure indiretto, il ricavo di piccolo guadagno derivante dal recupero e dalla rivendita del tabacco superstitecite-ref-ciccaiolo-9-1[9]. La persona dedita a tale attività era detto "ciccaiolo", o, con inflessione letteraria, "ciccaiuolo"cite-ref-ciccaiolo-9-2[9]. Si trattava di persone per lo più misere o in condizione di mwqgindigenza, tanto che l'attività del mwqwciccaiolo era accompagnata da un'aura alquanto umiliante e denigratoria, perfino negli anni di estrema mwrapovertà che contraddistinsero l'immediato mwrqsecondo dopoguerra mwrgitaliano. A tale proposito, ad esempio, è tramandato un significativo mwrwaneddoto, proveniente dal mondo del mwsacinema italiano, che vede protagonista il regista mwsqVittorio De Sica durante le lavorazioni del suo mwsgmwswLadri di biciclette e il bambino mwtaEnzo Staiola, mwtqattor giovane del mwtgfilm neorealista: il regista nasconde alcune cicche nella tasca del bambino e lo offende personalmente, accusandolo, con mwtwtermine romanesco, di essere un "ciccarolo", un espediente dettato dal mestiere per ottenerne le lacrime ai fini della mwuaverosimiglianza dell'mwuqinterpretazione scenicacite-ref-10[10]cite-ref-11[11]. Analoghi fenomeni sociologici toccano in diversi contesti nazionali: in mwwgFrancia, ad esempio, i mwwwclochard e gli indigenti dediti alla raccolta dei mozziconi in tempi di penuria economica venivano detti mwxamégotiers (dal mwxqfrancese mwxgmégot, cicca/mozzicone di sigaretta).

La raccolta di cicche per terra era una pratica in voga anche nei mwyaPaesi Bassi, durante la mwyqseconda guerra mondiale, quando il tabacco era merce scarsacite-ref-g-l-van-lennep-12-0[12]. In mwzglingua olandese esisteva anche un apposito mwzwanglicismo per indicare il tabacco ricavato dalle cicche: mw0abukshag (dall'mw0qinglese mw0gmw0wshag, tabacco trinciato per la fabbricazione manuale di sigarette), termine ormai caduto in disuso, vestigia desueta di un lessico di guerra appartenente a tempi lontanicite-ref-g-l-van-lennep-12-1[12]cite-ref-13[13]cite-ref-14[14].

Modalità di abbandono delle cicche

Ciò che resta di una sigaretta nelle mani di un fumatore è un oggetto normalmente privo di interesse, sgradevolecite-ref-a-atzori-et-al-4-1[4] alla vista e all'olfatto, di cui si rende necessario l'immediato mw5gsmaltimento. Questo può avvenire in vari modi.

I fumatori possono disfarsi correttamente delle cicche depositandole in mw6aposacenere o in altri appositi contenitori, idonei allo scopo, ma la scarsa diffusione di questi ultimi, unita alla scomodità di tali situazioni, fa sì che spesso i fumatori preferiscano abbandonare i mozziconi al suolo, in vari contesti mw6qpaesaggistici, sia urbani sia naturali, come è il caso, ad esempio, delle mw6gspiagge: questo fenomeno, dovuto in parte all'incuria e alla negligenza delle persone, è favorito, tuttavia, dalla mancanza di cestini per il loro corretto smaltimento.

Una possibile misura di contrasto è costituita dai divieti di fumo sulle aree prospicienti gli specchi d'acqua, marini e lacuali, o i margini fluviali. Emanati a volte da amministrazioni locali (ad esempio, una statistica statunitense, nel 2008, annoverava una sessantina di località, comprese anche alcune anche grandi città, come mw8qChicago e mw8gSan Diegocite-ref-ijersph-1696-15-0[15]), i divieti sono strumenti che, in ogni caso, non possono essere risolutivi, visto che i mozziconi possono raggiungere le spiagge del mare e degli specchi d'acqua trasportati dal mw9wruscellamentocite-ref-ijersph-1697-16-0[16]. Rimane poi aperta la questione della efficacia di simili divieti, sia con una valutazione degli effetti prodotti, sia con un'mw-aanalisi costi-beneficicite-ref-ijersph-1697-16-1[16].

Nonostante la piccola taglia, le cicche tendono ad avere un impatto visivo piuttosto forte, dal momento che la loro visibilità è amplificata dalla ubiquità e dalla tendenza ad accumularsi in particolari luoghi, aiutate in tutto questo dalla grande longevità. Notevole è poi la negatività mwaqiestetica dell'impatto visivo procurato dalla vista di mozziconi abbandonati, percepiti come sgradevolissimi simboli di sporcizia e interpretati come sintomi di mwaqmdegrado urbano e mwaqqpaesaggisticocite-ref-ijersph-1701-17-0[17]: in uno mwaqkstudio quantitativo condotto su un campione di popolazione italiana, basato sulla proposta di un mwaqoquestionario, i mozziconi di sigaretta si sono rivelati tra quelli la cui presenza sul suolo pubblico risulta tra le più sgradite, superati solo dalle mwaqsdeiezioni mwaqwanimalicite-ref-a-atzori-et-al-4-2[4].

Il fenomeno dell'abbandono di cicche, e quello dell'accumulo, possono essere mitigati dalla diffusione di ricettacoli idonei, come portacenere o con l'utilizzo di mwariEcoSmoke, messi a disposizione dei clienti di esercizi commerciali o di frequentatori di un sito, mentre lo smaltimento in cestini, cassonetti, o contenitori per rifiuti ordinari è da considerarsi inappropriato, dal momento che la mwarmbrace residua può essere all'origine di mwarqincendi.

Interesse in ambito forense

I mozziconi abbandonati distrattamente durante il compimento di un crimine rivestono da sempre un certo interesse nel campo della mwarcscienza investigativa e, più in generale, nelle mwargdiscipline forensi, dal momento che possono diventare importanti elementi indiziari per tentare di ricostruire il numero, i tempi di permanenza e l'identità dei soggetti presenti sulla scena del reato: un certo fumatore lascia, generalmente, mozziconi dello stesso tipo, della stessa marca e con il medesimo aspetto. I mozziconi rinvenuti possono aiutare a ricostruire la scena del crimine o concorrere alla formazione della mwarkprova mwaroaccusatoria. La ricerca dei mozziconi sulla scena del crimine rappresenta un classico arnese del mestiere dell'investigatore e ricorre anche nella letteratura mwarsgialla. In quest'ultimo caso, anzi, il suo uso risulta così scontato e abusato da aver spinto il giallista mwarwS. S. Van Dine, autore, nel 1928, di mwar0mwar4Venti regole per scrivere romanzi polizieschi, a sconsigliarne fortemente l'uso a ogni aspirante scrittore di giallicite-ref-18[18].

La loro importanza in campo investigativo è aumentata notevolmente nel corso del mwasqNovecento, quando sono diventate disponibili agli mwasuinvestigatori tecnologie in grado di ricostruire l'mwasyimpronta genetica del fumatore a partire da fluidi e residui organici, provenienti dalle dita o dalla bocca e assorbiti o depositati sulla superficie del mozzicone. L'interesse per questo tipo di approfondimenti è poi accresciuto dal fatto che, trattandosi di indagini su mwascres derelictae, non soggiacciono a vincoli e non incorrono in divieti e censure per mwasgconflitto con i mwaskprincipi costituzionali in tema di mwasodiritto alla riservatezza e di inviolabilità della mwasslibertà personalecite-ref-genetica-forense-19-0[19]cite-ref-20[20]. Questo status giuridico le rende accessibili alle cosiddette "indagini difensive" promosse dagli mwatqavvocati di una delle mwatuparti in causa, per il tramite di collaboratori tecnicamente idonei, nei modi e nei limiti in cui tali pratiche sono ammesse dagli ordinamenti nazionali in materia di mwatyprocedura penalecite-ref-genetica-forense-19-1[19].

Ricadute ambientali

Nonostante l'aspetto insignificante, le cicche pongono seri problemi di mwaukricadute ambientali, dal momento che il frequente abbandono nell'ambiente porta a una loro presenza quasi ubiquitaria.

Stime quantitative sull'abbandono

Sono disponibili diverse stime quantitative, globali e regionali, sulle dimensioni del fenomeno del rilascio nell'ambiente di tali materiali.

Ad esempio, è stato calcolato che, nella sola mwau0Svizzera, in un solo anno (il 1998), siano stati raccolti 954 milioni di kg di filtri di sigarette, il che rappresenta solo una frazione di quelli realmente abbandonaticite-ref-21[21]. Una stima valida per l'mwaviAustralia, quantifica in 24-32 miliardi di cicche abbandonate annualmente nell'ambientecite-ref-aect-205-7-1[7].

A livello mondiale, si stima che il numero di cicche disperse ogni anno in natura ammonti a 4mwavg 500 miliardi (mwavk4,5×1012)cite-ref-aect-205-7-2[7]cite-ref-j-moerman-1-22-0[22], un'altissima percentuale (tra il 75 e il 97%) di quelle effettivamente fumatecite-ref-aect-205-7-3[7]. In mwawyItalia, valutazioni dell'mwawcENEA stimano in 13.000 tonnellate il peso di mozziconi prodotti ogni annocite-ref-enea-2010-23-0[23]

Il divieto di fumo in certi locali o in certe aree sembra esacerbare (almeno a breve termine) il problema dell'abbandono, dal momento che i fumatori sono spinti a fumare all'aperto, dove è più probabile che il mozzicone venga eliminato in maniera impropriacite-ref-natura-24-0[24].

Il tempo di latenza in natura, prima che si completi la decomposizione, varia da sei mesi a una dozzina di anni, a seconda delle condizioni ambientali e a seconda del tipo di sigaretta (senza filtro o con filtro)cite-ref-25[25]cite-ref-26[26].

Depurazione delle acque reflue

Riguardo alla longevità, va detto che le cicche con filtro non si disfano nemmeno immergendole nell'acqua, sulla cui superficie, anzi, galleggiano e dalla quale vengono facilmente trasportate: se gettate nello scarico dello mwaxwsciacquone o nelle mwax0caditoie delle mwax4fognature, possono essere causa di intasamenti e guasti in tubature e pompe. Come misura di prevenzione, all'ingresso degli mwax8impianti di depurazione sono installate apposite griglie a cui è affidato il compito di trattenere mozziconi e altri oggetti di analoga consistenza solida, come mwayacotton fioc, mwayeovatta, mwayistracci, mwaymassorbenti igienici, mwayqpannolini ecc. (un'operazione propedeutica che in gergo tecnico è detta "mwayugrigliatura"). Per mantenere l'efficienza di tali filtri si rende necessaria una continua manutenzione, con periodica pulitura delle griglie e rimozione degli accumuli solidi, il che rappresenta un costo aggiuntivo nel ciclo industriale di depurazione delle mwayyacque reflue.

Inquinamento

L'alto numero di mozziconi dispersi e latenti in natura non rappresenta solo un problema estetico, ma anche un vero problema ecologico, dal momento che essi rappresentano una notevole fonte di mwaykinquinamento mwayoambientale diffusocite-ref-27[27].

Problemi legati alla non biodegradabilità e ai tempi di latenza

Il filtro in sé (vale a dire l'elemento proveniente da una sigaretta non fumata), pone questioni sulla sua biodegradabilità: secondo la mwazemwaziBritish American Tobacco, importante industria manifatturiera del ramo e, come tale, portatrice di un mwazmconflitto di interessi, il filtro, essendo realizzato in mwazqcarta, colla e fibra di mwazuacetato di cellulosa, è da considerarsi come mwazycompletamente biodegradabile, con tempi di dissolvimento in natura variabili, che l'azienda stima da 1 mese a 3 annicite-ref-bat-italia-28-0[28], in dipendenza delle più o meno severe condizioni ambientali a cui esso è sottopostocite-ref-bat-italia-28-1[28]cite-ref-chicagotribune-29-0[29]. In base a tali dati, quindi, l'azienda sostiene che il filtro di sigaretta "[non costituisce] un problema ambientale sul lungo periodo"cite-ref-bat-italia-28-2[28].

A questa visione ottimistica si oppongono gli mwaagambientalisti che sono soliti eccepire sottolineando una distinzione importante, quella tra "mwaakbiodegradazione" e "diluizione nell'ambiente". Si tratta di un'eccezione scientificamente fondatacite-ref-ijersph-1693-30-0[30]: la fibra sintetica di cui il filtro è composto non è biodegradabile, ma solo in grado di disfarsi in polvere finecite-ref-ijersph-1693-30-1[30], in tempi, peraltro, di circa 10-15 anni, ben più lunghi di quelli indicati dalla mwabimwabmBritish American Tobacco, al termine dei quali, comunque, permane sempre un residuo sintetico fine che si diffonde nel suolo e nelle acque, semplicemente "diluendosi" nell'ambiente senza "svanire" maicite-ref-chicagotribune-29-1[29]cite-ref-ijersph-1693-30-2[30].

Rilascio di contaminanti in soluzione

I problemi, tuttavia, si aggravano qualora si consideri non il filtro in sé, ma il mozzicone di sigaretta fumato. Potenziali fonti di problemi sono, infatti, le sostanze nocive che vi si accumulano, compresi i mwacumetalli pesanti, che provengono solo dal filtro delle sigarette fumate e dal tabacco residuo dei mozziconi di sigarette senza filtro. Infatti, il fumo di sigaretta non filtrato è costituito da gas e mwacyparticolato in sospensione, un mwaccmiscuglio che contiene più di 4000 sostanze chimichecite-ref-aect-205-7-4[7] , classificabili, a seconda dei casi, come mwacwirritanti, mwac0nocive, mwac4tossiche, mwac8mutagene e mwadacancerogenecite-ref-enea-31-0[31]. Di fatto almeno 250 di tali sostanze sono considerate nocive e almeno 50cite-ref-aect-205-7-5[7] riconosciute come mwadkcancerogenecite-ref-natura-24-1[24]. Tra le sostanze a rischio, le più note sono dei carcinogeni come mwad4benzopireni, mwad8fenolo e mwaeaformaldeidecite-ref-aect-205-7-6[7]; mwaeumetalli pesanti come mwaeyarsenico, mwaecpiombo e mwaegcadmio; sostanze tossiche come mwaekacetone, mwaeotoluene, mwaesnicotina, mwaewbenzene, mwae0acido cianidrico, mwae4acetaldeide, mwae8nitrati; sostanze pericolose come mwafabutano e mwafeammoniacacite-ref-aect-205-7-7[7]cite-ref-chicagotribune-29-2[29] (l'abbondanza di sostanze chimiche deriva da quelle impiegate nella coltivazione e nella manifattura del tabacco: mwafofungicidi, mwafserbicidi, mwafwinsetticidi e mwaf0pesticidicite-ref-aect-205-7-8[7]).

Il problema nasce dal rilascio e dalla dispersione nell'ambiente di queste sostanze attraverso il micro-inquinamento diffuso veicolato dall'enorme massa di mozziconi abbandonaticite-ref-natura-24-2[24]. Dal momento che la maggior parte delle cicche è esposta all'acqua, si pone il problema dell'mwagcinquinamento idrico. Una frazione delle cicche, inoltre, finisce nelle mwaggcanalizzazioni delle fogne mentre un'altra frazione viene facilmente trasportata dal mwagkruscellamento fino a raggiungere i mwagocorsi d'acqua: una stima del 2002, condotta in mwagsAustralia, ha quantificato nel 10% la percentuale delle cicche abbandonate che finiscono nei corsi d'acquacite-ref-aect-205-7-9[7].

Concentrazioni di metalli pesanti nel percolato

Uno studio del 2009 ha investigato sul rilascio di mwahsmetalli pesanti in mwahwsoluzione nei mwah0percolati, focalizzando la ricerca su dodici componenti: mwah4alluminio (Al), mwah8bario (Ba), mwaiacadmio (Cd), mwaiecromo (Cr), mwaiirame (Cu), mwaimferro (Fe), mwaiqpiombo (Pb), mwaiumanganese (Mn), mwaiynichel (Ni), mwaicstronzio (Sr), mwaigtitanio (Ti) e mwaikzinco (Zn)cite-ref-j-moerman-1-22-1[22].

Le analisi di tossicità, basate su procedure approvate dalla mwai8mwajaAgenzia per la protezione dell'ambientecite-ref-32[32] degli mwajuStati Uniti e dalla mwajyOrganizzazione mondiale della sanitàcite-ref-33[33], hanno messo in luce concentrazioni di mwajscadmio e mwajwpiombo, classificati come contaminanti primari dalle due organizzazioni, superiori a quelle massime ammissibili nelle mwaj0acque potabilicite-ref-j-moerman-71-34-0[34]. Anche le concentrazioni di mwakialluminio, mwakmmanganese e mwakqferro, considerati contaminanti secondari, eccedono di gran lunga i livelli ammessi dalle due organizzazionicite-ref-j-moerman-72-35-0[35]. Per due metalli, mwakkstronzio e mwakotitanio, non esistono direttive sui livelli di tossicità nelle acque, mentre per gli altri 5 presi in considerazione dalla ricerca, la loro presenza era inferiore ai limiti EPAcite-ref-j-moerman-72-35-1[35]. Questi ultimi cinque risultati non sono comunque da sopravvalutare, perché basati su test di tossicità validi per la mwak8specie umana, cioè su un modello biologico scarsamente predittivo nei confronti di altre speciecite-ref-j-moerman-72-35-2[35]. Non è escluso, infatti, che livelli di concentrazione inferiori agli standard umani fissati da OMS e EPA, si rivelino tossici nei confronti di mwalqmicro e macroorganismicite-ref-j-moerman-72-35-3[35]. Studi compiuti su due diversi organismi, un mwalkcrostaceo (mwaloCeriodaphnia dubia) e un mwalsmicrorganismo (mwalwVibrio fischeri), hanno puntualmente rivelato che la tossicità si manifesta con sensibilità molto diverse tra specie diverse (nel caso specifico, una tossicità da 2,9 fino 8 volte superiore nel mwal0Vibrio fischeri rispetto a mwal4Ceriodaphnia dubia, a seconda della marca di sigarette)cite-ref-aect-205-7-10[7].

Rischi di intossicazione nei bambini

Un altro problema è costituito dal pericolo che i bambini in tenera età si intossichino ingerendo mozziconi. I bambini più piccoli hanno l'attitudine mwamscognitiva di esplorare attivamente il mondo portando qualsiasi oggetto alla bocca, conosciuto o sconosciuto, mentre quelli più grandi possono essere spinti a portarli alla bocca per spirito emulativo, imitando gesti appresi dagli adulti fumatori.

Succede, inoltre, che persone adulte fumino presso mwam0aree destinate ai giochi d'infanzia, o nei pressi di mwam4sabbionaie, anche durante il tempo in cui sono impegnati nella sorveglianza dei bambini: i mozziconi abbandonati in questi luoghi, così come quelli che, per vari motivi, si trovano disseminati sulle spiagge possono facilmente venire a contatto con i bambini più piccoli e quindi essere portati alla bocca, con conseguenti rischi di mwam8intossicazione, più o meno gravi in rapporto con il mwanapeso corporeo e al tipo (e al numero) di mozziconi ingeriti (ad esempio, se provenienti da sigarette fumate o intonse)cite-ref-chru-lille-36-0[36].

Le intossicazioni causate dall'ingestione di mozziconi di sigaretta, da parte di soggetti in età pediatrica, rappresentano un evento che ricorre con una certa mwanyfrequenza.

In cinque anni, dal 1998 al 2002, il mwangcentro antiveleni del mwankCentre hospitalier régional universitaire di mwanoLilla ha fronteggiato 272 casi di intossicazione da mwansdeglutizione accidentale di mozziconi in soggetti da 0 a 16 annicite-ref-chru-lille-36-1[36] (con un'età media molto bassa: 1,22 annicite-ref-chru-lille-36-2[36]). In un altro contesto, quello del Centro antiveleni di Berlino, in un solo anno (il 2007), si sono registrati 260 casi di intossicazione di bambini dovuta a mozziconi di sigaretta, con una cadenza quasi quotidianacite-ref-rauchfreie-kinderspielpl-tze-34-37-0[37].

Un rapporto del mwaokRhode Island Department of Health riportava, nel 1997, 146 casi di intossicazione da ingestione di cicche da parte di bambini di età inferiore ai 6 anni, un terzo dei quali mostravano sintomi di intossicazione temporanea da mwaoonicotinacite-ref-ijersph-1695-8-1[8].

A causa del rischio di ingestione, vengono spesso avanzate, da più parti (singoli, associazioni professionali mediche, mwapaportatori di interesse, ecc.), istanze per l'istituzione di divieti assoluti di fumo in prossimità delle aree giochi destinate ai bambinicite-ref-rauchfreie-kinderspielpl-tze-35-38-0[38]. Può così succedere che, pur in mancanza di uno specifico e generale divieto, singoli mwapuenti locali possano adottare autonome iniziative in tal senso, con provvedimenti restrittivi della libertà di fumo a valere in zone particolari sui territori da loro amministrati, come aree ludiche e luoghi di frequentazione riservati all'infanziacite-ref-rauchfreie-kinderspielpl-tze-36-39-0[39].

Intossicazioni domestiche

Nonostante l'allarme sociale sia spesso suscitato dalla diffusione delle cicche in spazi pubblici frequentati da bambini, cautele ancor maggiori sembrano necessarie negli ambienti abitativi, dal momento che moltissime intossicazioni coinvolgono proprio le pareti domestiche: secondo la statistica di un quinquennio di attività del Centro antiveleni di Lille (1998-2002), la quasi totalità delle ingestioni (266 su 272, ben il 97% e oltre) avviene nelle abitazioni, dove sigarette e mozziconi finiscono spesso in bocca ai bambini, che se ne impadroniscono facilmente prelevandoli da posacenere incautamente incustoditi e lasciati alla loro portatacite-ref-chru-lille-36-3[36].

Pericoli di incendio

Qualora non siano state spente con la dovuta cura, cicche e sigarette possono diventare mwaqiesche in grado di provocare ogni anno mwaqmincendi nei boschi, nell'interno di abitazioni, o negli autoveicoli, causando notevoli danni materiali e, regolarmente, morti e feriti da mwaqqustione.

Spesso è impossibile identificare i colpevoli ed è probabile che, in moltissimi casi, i responsabili siano convinti della completa innocuità del gesto e non abbiano alcuna coscienza dei rischi associati, né alcuna mwaraconsapevolezza della loro eventuale mwarecolpacite-ref-40[40]cite-ref-41[41]cite-ref-42[42]cite-ref-43[43]cite-ref-44[44].

Il rischio di incendi boschivi legato ai mozziconi è dovuto soprattutto all'improprio abbandono da parte di persone in cammino o dal lancio di mozziconi non completamente spenti sull'asfalto o sul ciglio della strada, da parte di passeggeri di auto in transito. Il rischio di tali condotte è aumentato dalla concomitanza di particolari mwasccondizioni climatiche, come l'aridità prolungata che caratterizza la mwasgstagione estiva, la presenza o l'affastellamento di mwaskstoppie o sterpaglie secche lungo il limitare della strada o del cammino, il regime locale e stagionale dei venti, ecc.

Statistiche locali confermano l'esistenza di un tale significativo rapporto causale: ad esempio, in mwaswFrancia si stima che, nel mwas0dipartimento delle Bocche del Rodano il 16% dei focolai di incendio sia riconducibile a mozziconi gettati dai finestrini di autoveicoli e circa il 14% da mozziconi spenti in maniera inaccurata da persone a piedicite-ref-natura-24-3[24].

Organismi che hanno in cura la preservazione della mwatmNatura hanno elaborato delle mwatqlinee guida da osservare in ambienti particolari, come quelli forestali e agricoli, al fine di evitare che il mozzicone abbandonato possa trasformarsi in un'mwatuesca incendiaria in grado di distruggere aree di vegetazione. Ad esempio, secondo una mwatyraccomandazione elaborata dallo mwatcmwatgUnited States Forest Service, occorre rimuovere tutto lo strato organico e il mwatkpacciame depositatosi sul mwatoterreno fino a esporre interamente lo strato minerale del mwatssuolo per un diametro di circa 12 mwatwpollici (circa 31mwat0 cm)cite-ref-usfs-45-0[45]. Il mozzicone andrà spento e disposto al centro dell'area scopertacite-ref-usfs-45-1[45] (si veda anche l'illustrazione a fianco, prodotta dallo stesso servizio forestale americano e proveniente dagli archivi della mwauymwaucNational Archives and Records Administration mwaugstatunitensecite-ref-usfs-45-2[45]).

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Bibliografia

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Collegamenti esterni

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• Organizzazioni che si occupano espressamente dell'inquinamento da mozziconi:

• mwbqcSurfrider Foundation. Obiettivi: pulizia delle acque, accesso alle spiagge, conservazione delle spiagge e protezione di luoghi particolari
• mwbqkEarth Resource Foundation. Obiettivi: educazione ambientale,
• mwbqsClean Virginia Waterways. Obiettivi: operazioni di pulizia su corsi d'acqua
• mwbq0Ocean Conservancy. Obiettivi: attività di pulizia delle coste, nell'ambito dell'iniziativa mwbq4International Coastal Cleanup
• mwbraQueensland Litter Prevention Alliance. mwbreAttivismo sul problema rifiuti
• mwbrmButtsOut. Obiettivi: uso di posacenere portatili